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Quel maledetto sibilo dell'orologio.
 
 
in Blog Saverio Tenuta
26/07/2010 14:33 - Di: Saverio Tenuta

Cosa fare quando il tempo stringe e la data di consegna si avvicina?
Se voi provaste a chiedere a qualsiasi autore di fumetti come faccia ad essere puntuale ad ogni consegna la risposta potrebbe essere all'incirca “infatti non ci riesco mai” seguita da un risolino isterico.

Interpretando la risposta con sarcasmo è facile intuire che a prescindere se quest'affermazione sia vera o falsa esiste una difficoltà oggettiva a mantenere ritmi e scadenze.

Il luogo comune delle persone che non hanno una diretta esperienza su questo lavoro è che il libero professionismo dà l'idea di un qualcosa di leggero, volatile e simpatico, “beati noi che abbiamo una professione in cui facciamo ciò che vogliamo”.

La realtà è che LIBERO sta a significare che non abbiamo nessuna struttura di supporto che ci aiuta a risolvere le cose. È vero che possiamo gestirci il tempo come vogliamo, ma è anche vero che tutto questo tempo non lo abbiamo mai.

All'avvicinarsi della consegna il tempo sembra comprimersi e il tic tac dell'orologio va così veloce che a volte arrivo a sentire un unico sibilo, TIIIIIIIIIII!

Non ricordo chi disse che l'umana specie tende a tirare fuori il meglio di sé nei momenti di difficoltà ma credo che questo sia vero.
Io non riesco ad essere una di quelle persone che si alza la mattina sempre alla stessa ora, va al lavoro e dopo 8 ore torna a casa a falciare il prato, ma quando inizio a sentire il fischio continuo dell'orologio l'adrenalina sboccia nel mio corpo donandomi incredibili capacità (la forza della strizza).

Il mio cervello non reagisce dicendomi “devi metterti a lavorare 25 ore al giorno” ma si impone di escogitare metodi e trucchetti che mi permettono di aumentare il ritmo lavorativo pur lavorando quasi lo stesso numero di ore.

Uno di questi ad esempio è quello di non soffermarsi su una tavola per più di un giorno.
Se devo fare 10 matite, dedico 1 solo giorno ad ogni tavola.
Spesso mi blocco su una vignetta particolarmente difficile o su un qualcosa che non ti riesce proprio a venire come vorrei. Pazienza, passo oltre e lavoro su ciò che c'è dopo.
Non importa se a fine giornata la tavola non è conclusa, il giorno seguente attacco su quella successiva.
Alla fine dei 10 giorni totalizzo 10 matite (qualcuna completa, qualcuna no).
Servono solo circa 2 giorni per completare il lavoro essendomi ormai sciolto
Normalmente risulta anche più facile trovare delle soluzioni a quelle vignette in cui mi ero bloccato.
Credo che sia un buon modo per evitare di frustrarsi impigliandosi nei tempi morti.

Un altra cosa che faccio è quella di mettermi accanto il libro di un autore che mi stimola.
Ad esempio considero Frank Frazetta, Alan Lee, Tsutomu Nihei, Claire Wendling, Richard Corben, Juan Gimenez tutti autori che trasmettono energia.
Non so com'è ma quando uno di loro si trova accanto a me disegno meglio.


The Lord of the Rings Sketchbook - Alan Lee

Ultimamente uso prepararmi prima le impaginazioni di tutte le tavole.
Ogni pagina squadrata a computer con lettering, gutters, fondi e documentazione specifica.
Dopo non devo far altro che disegnare senza che la mia attenzione si disperda in squadrature e ricerche varie.
A volte uso programmi 3D per costruire gli ambienti e oggetti che dovrei ripetere più volte nelle tavole. Una volta costruiti basta che scelga le inquadrature giuste per avere una facile base per le matite.

Riguardo il colore uso spesso tecniche miste utilizzando cera, lamette, brunitoi, candeggina, frisket liquidi, fissativi, stucco, etc.  per cercare effetti spontanei dalla reazione di materiali differenti evitando di costruire tutto pedissequamente.
Quando sono in piena attività i rumori che emette il mio studio assomigliano di più a quelli di una fabbrica metallurgica.


Effetto Lava ottenuto con la Candeggina - Saverio Tenuta

Ovviamente molti trucchi sono talmente inerenti alla mia tecnica di lavorazione che perderei troppo tempo a spiegarli ma ciò che cerco di dire è che per me è più importante “COME arrivo a farlo  nel lasso di tempo che ho” che “QUANTE ore servono per farlo”.

Devo dire che questa mentalità è frutto di un modus operandi acquisito dalle esperienze fatte in passato su lavori ed esperienze anche non necessariamente inerenti al fumetto.

Tutto risulta lecito pur di rispettare la consegna basta che il “barare” non risulti evidente ma rispettoso delle aspettative del lettore.

Ciao e alla prossima
PS: se il sibilo dell'orologio non smette potete anche lanciarlo sul muro e tornare a dormire!

Saverio Tenuta

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Anonimo
06/08/2010 19:03
Ah,te quando senti il "sibilio dell'orologio" riesci a lavorare di più? A me succede il contrario. -.-

dreamer
28/07/2010 14:51
E invece come si fa a limitarsi nel proprio hobby? A me succede di non riuscire a staccarmi dal computer o dal tavolo da disegno, delle volte non dormo nemmeno la notte!!! E' che mi arriva in circolo un entusiasmo che difficilmente compare davanti a un lavello di piatti sporchi o alla mucchia dei panni da stirare!!! =)