23/01/2012 09:02 - Di: Daniele Rudoni
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Daniele Rudoni Tutor di Manga |
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La battaglia di oggi è fra l’eleganza e la morbidezza della matita e la decisione dei colpi inferti dal nero di china. Due parole sui contendenti di quest’oggi.
La matita è il vostro strumento base: senza di lei, siete NUDI! Tenete sempre una matita (anche quella dell’IKEA va bene) con voi, in tasca o nella borsa, nello zaino o nel giubbotto.
La china, invece, NON è uno strumento, ma una tecnica! È il ripasso, quello che per definizione vi permette di CONCLUDERE un disegno, e si avvale di molti strumenti diversi: pennarelli, pennini, pennelli, spugne, dita… Tutto quello che si può impregnare di china può essere usato!
Ready??
FIGHT!!
Il colpo principale spetta alla matita. La matita è lo strumento più duttile che mai possederemo. Cosa vuol dire? Che con la matita possiamo fare una molteplicità di segni diversi, a seconda di come premiamo sul foglio, di come teniamo in mano la matita, dal fatto che sia temperata oppure no…
In Rei Ogami di actarus72 abbiamo un’idea di quanti segni possiamo fare: il segno spesso con la matita spuntata del contorno del mento, quello sottile della bocca, quello soffuso e uniforme dei capelli, quello più calcato del sopracciglio…

Potete sporcare apposta il foglio (ad esempio passandoci sopra il fianco della mano o il dito quando il foglio è pieno di segni a matita e sbavature di grafite), per poi creare delle zone di luce con la GOMMA MATITA. È l’attrezzo che vedete qui sotto: vi permette di creare dei veri e propri colpi di luce e di regalare al disegno ancora più tridimensionalità!

Passiamo al contrattacco da parte della china: a differenza della matita, la china ha sempre lo stesso grado di precisione. I pennarelli hanno sempre lo stesso spessore e se abbiamo la mano ferma ci permettono di tracciare linee di una precisione assoluta! Per esempio, questo splendido suhelia di Pyro_RuRy ci fa capire quanto preciso possa essere il segno a china. In più, l’autore ci fa capire che pur non essendo altrettanto morbido, il pennarello può SIMULARE la morbidezza della matita inspessendo alcune linee piuttosto che altre.

La matita non si arrende: con Rapunzel (2) di luluchan capiamo ancora di più le reali possibilità di questo strumento. L’autrice dipinge un volto con tantissime sfumature di grigio diverse, dando un’idea completa della tridimensionalità del volto di Rapunzel.
In più, la grafite della matita ha creato delle vere e proprie texture sul foglio, dovuto (correggimi se sbaglio, luluchan!) al fatto che il foglio NON è liscio, ma ruvido! La matita è in grado di creare effetti particolarissimi, a seconda della carta su cui viene usata.

Ecco il vero colpo da maestro della china: il NERO PIENO. Irripetibile, semplicemente, con la matita.
Manga skizzo di s.sagara90 ce ne dà una buona prova, con la macchia nera piena dei capelli del suo personaggio, che “buca” il foglio e fa sì che il nostro occhio sia attratto e colpito dalla potenza compatta di quel nero.
La stesura così piena e compatta del nero è qualcosa che ci piace molto, ci dà un’idea di estrema precisione e ordine, a differenza delle zone non uniformi che si hanno quando si tenta di riempire una certa area di segni a matita.

Altro punto messo a segno dalla matita è che si sposa felicemente ad un tipo di colore molto leggero ed acquerellato, come in questo Comparing di Dragan95.
L’autrice realizza una copia, ma la sua matita potrebbe essere già pronta per essere colorata così come nell’originale a destra!
I migliori acquerellisti, per creare i loro dipinti, NON ripassano il disegno, lo tengono invece molto leggero a matita sul fondo, quasi come se fosse una traccia e niente più, andando poi a definire tutto con il colore successivo e creando un effetto più realistico.
Se ci pensate infatti, non è che nella realtà le cose (noi compresi) hanno un CONTORNO!! Sono solo le diverse macchie di colore che differenziano un oggetto da un altro. Proprio per questo il contorno di quasi tutti gli anime è molto sottile, quasi inesistente. Provate a farci caso!

In Kagura la signora del vento, sempre di s.sagara90, il ripasso infierisce ancora, con una banale ma diretta verità: i disegni chinati sembrano irrimediabilmente più DEFINITIVI di quelli a matita.
Non c’è dubbio: il segno preciso, i neri pieni… tutto contribuisce a farci sembrare il disegno FINITO. A noi, ma anche alla nostra cara nonnina quasi cieca!
La china ci dà l’impressione di essere “scolpita”, quindi non modificabile. Quindi il disegno appare a tutti come concluso.

Ecco però la controffensiva della matita: Fairy di Miyuki_Alex_17. Come dite? È fatto a china? Ma no, vi invito ad ingrandire il disegno per verificare! È fatto a carboncino, una matita molto pesante, e ci permette di definire un’altra caratteristica della matita: la possibilità di creare IBRIDI, che possano sembrare realizzati a china (neri pienissimi!), ma con alcune caratteristiche tipiche della matita (i segni sfumati del cerchio e dell’erba e la possibilità di variare la pressione della matita in altri punti).

Qualcuno potrebbe sostenere a questo punto la vittoria della matita, ma non è così!
Arriva all’ultimo Locandina di Nana Shibahime che, pur essendo a colori, in un piccolo spazio ci illumina su possibilità ancora inesplorate della china: guardate i capelli della protagonista. Sembrano uscire, crearsi dalla boccetta di china, con una texture particolare che sembra difficile da riprodurre con il pennarello… e in effetti è così! È un segno riproducibile solo a pennello, quando il pennello ha esaurito tutta la china di cui era imbevuto. Rimane un residuo di china che dà origine a pennellate secche (così sono chiamate), ovvero effetti strani e mai visti.

Ed è così che la battaglia finisce, direi: con un sostanziale pareggio!
BATTLE: CONCLUDED!!!
Non è possibile, almeno dal mio punto di vista, decidere un vincitore fra matita e china: sono entrambi fondamentali per la buona riuscita di un vostro disegno. Sia che cancelliate la matita e lasciate solo la china alla fine del vostro disegno, sia che non abbiate alcuna intenzione di ripassare il segno così morbido e duttile della vostra matita.
Io stesso, nel mio ultimo lavoro, ho ripassato parte delle tavole (i personaggi) e lasciato gli ambienti a matita, per garantire uno stacco fra i protagonisti e il mondo che li circonda. Vedere per credere!


Al prossimo scontro!
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