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03/04/2009 15:04 - Di: Midori Yamane e Giorgia Caterini
Oggi abbiamo deciso di parlarvi dei generi del manga e di come il genere viene concepito in modo diverso in Giappone rispetto all’Occidente.
In occidente i generi del fumetto derivano dalla letteratura, passando per il cinema, e si diversificano in commedia, fantascienza, horror, fantastico, avventura, western, giallo, melodramma, drammatico ed erotico.
I generi narrativi sono molti e spesso e volentieri la divisione tra l’uno e l’altro non è poi così netta. Infatti, si contaminano in continuazione: non di rado troviamo storie di ambientazione fantascientifica con elementi horror, o commedie con elementi fantastici, o ancora storie drammatiche con elementi comici. In occidente l’industria culturale si è sviluppata seguendo queste linee direttive e per il fumetto non è stato diverso. La sua diversificazione, negli anni, ha visto una moltiplicazione di genere e molto meno di target, fatta eccezione per il genere erotico.
In Giappone, al contrario, il manga, pur nascendo come medium specificatamente destinato ai bambini, si è poi sviluppato diversificando i suoi contenuti per target più che per generi narrativi. Il genere si è in qualche modo adattato ad una suddivisione di mercato fatta per fasce di età e per distinzione sessuale: maschile e femminile.
Negli anni ’40 il manga si diffonde come medium per bambini tramite riviste a cadenza mensile. In questo periodo il manga non era pensato in modo diversificato per accontentare in modo specifico maschi e femmine, era per bambini e basta. Solo 10 anni dopo, negli anni ’50, il manga passa da mensile a settimanale e diversifica il suo target. Vengono prodotti manga destinati ai bambini maschi e alle bambine femmine. Ci si accorge che bambini e bambine sono attratti da tematiche diverse e si decide di assecondare questa inclinazione.
Il pubblico è vasto, e il manga ottiene un ottimo successo di vendita. Ma il target per cui era nato ormai sta crescendo, i bambini diventano adolescenti, i loro interessi inevitabilmente cambiano, ma non cambia il loro amore per il manga. Gli editori capiscono che è il momento di star dietro al proprio pubblico e danno alla luce una serie di riviste per adolescenti, continuando a mantenere la divisione maschile e femminile. Così è avvenuto anche per la nascita di manga per adulti. La generazione di giapponesi nata verso la fine della Seconda Guerra Mondiale è cresciuta con il manga e ha fatto sì che il manga crescesse nel tempo fino a divenire quello che è oggi.

Per darvi una panoramica di come il manga prenda in considerazione le varie età del proprio pubblico e di come la sua offerta sia diversificata, ecco un elenco delle tipologie più importanti:
Per i bambini tra i 4 e i 5 anni esiste il genere Yoji. In questo caso i contenuti sono identici sia per maschi che per femmine.
Dopo i 5 anni l’editoria prevede una costante separazione tra contenuti maschili e femminili. Vediamo quali siano i generi dedicati al mondo maschile:
Shonen: prende quella fascia di età che va dai 6 ai 15 anni, quindi accompagna ragazzi dalle scuole elementari fino al periodo delle medie.
Seinen: considera quella fascia di età che va dai 16 ai 18 anni. E’ un genere maschile ma vanta anche un buon pubblico femminile.
Adaruto o Ero: concepito per un pubblico dai 18 anni in poi e comprende anche tematiche erotiche.
Per l’universo femminile invece l’editoria prevede che ci siano:
Shojo: Che include quella fascia di età che va dai 6 ai 12 anni.
Shojo: Con tematiche amorose dedicate ad un pubblico che va dai 13 ai 18 anni.
Ladys: Concepito per un target di giovani donne, dai 18 anni in poi. Non sono tematiche erotiche, ma di storie d’amore con protagoniste adulte.
Yaoi o Boys Love: Prende in considerazione un pubblico formato da ragazze che vanno dai 16 anni in su e tratta tematiche esclusivamente omosessuali.
Alcuni di voi si chiedono come mai in Italia venga dato spazio quasi esclusivamente allo Shojo e allo Shonen. Ciò avviene non per una forma di pregiudizio verso gli altri generi, semmai è un discorso di pregiudizio verso i lettori. Come sempre si pensa che i lettori di fumetti, e quindi anche di manga, siano solo adolescenti.
Gli editori non sono pronti ad investire su un pubblico più adulto in modo massiccio perché credono che sia molto esiguo.
Al contrario, esiste un gran numero di adulti che legge manga e che in qualche modo si adatta a tematiche non propriamente pensate per lui.
Fortunatamente pian piano le cose iniziano a cambiare, ma come per tutti i cambiamenti ci vuole tempo. Staremo a vedere!
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